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La prospettiva interpretativa ha individuato i meccanismi che regolano la vita sociale sulla base delle osservazioni dei contesti funerari dei due nuclei cimiteriali.

 

I dati archeologici nel sepolcreto di Masseria Festa

Un aspetto comune ai rituali funerari è il seppellimento dei defunti in decubito dorsale. Le inumazioni sono singole e rispondono a criteri di distribuzione delle tombe, riservate a individui di entrambi i sessi e a subadulti, in relazione all’esigenza di rispettare vincoli familiari e al rapporto parentelare e di discendenza tra i membri delle due comunità. La necropoli di Masseria Festa riflette una comunità di 26 persone, con 7 maschi adulti, 15 donne adulte, 4 individui non determinabili come età e 11 subadulti con soggetti attribuibili all’età perinatale, alle classi infans I (0-3 anni), infans II (3- 12 anni) e adulescens (12-18 anni). Si può osservare l’accesso al diritto di sepoltura a tutte le fasce di età, con la classe d’età degli infanti con sepolture singole che si vanno ad inserire nei gruppi familiari.

La presenza di tombe prive di corredo può lasciar intravvedere la presenza di membri subalterni. Le tombe maschili di guerrieri rinforzano l’ipotesi di un’organizzazione basata su più capiclan di pari rango e di uguale potere politico, all’interno di grandi famiglie. Settori privilegiati della necropoli sono le cosiddette tombe a circolo, destinate a due sepolture femminili, con un perimetro anulare di pietre di grosse dimensioni che definiscono l’area destinata alle inumazioni. A queste presenze femminili, riconosciute dalla comunità come discendenti dei fondatori del gruppo sociale di Masseria Festa, viene quindi riservato per l’importanza genealogica e la priorità di stanziamento un trattamento funerario specifico, con uno spazio esclusivo.

Possiamo distinguere questa tipologia, in cui il cumulo di pietrame e terra organizzato come tumulo doveva essere ben più rilevante di quanto esprima l’attuale situazione, dalle più semplici tombe a tumulo, con cupole di pietrame di minori dimensioni. In tutte queste strutture le deposizioni al centro del tumulo avvengono nella stessa copertura di pietrame o su una fossa piana all’interno del tumulo. La massima visibilità è la preminenza delle tombe nel paesaggio fruibile, data dalla monumentalizzazione dei sepolcri a tumulo. La tendenza generale è a saturare lo spazio, con una distribuzione che aggrega le tombe in segmenti attorno alle tombe a circolo.

Le tipologie funerarie, se si prescinde dalle tombe a circolo, lasciano trasparire, per le forme standardizzate, leggibili anche nella composizione dei corredi, un livellamento sociale e un notevole conservatorismo. Una peculiarità delle fosse è lo spazio laterale rispetto al piano della deposizione dei defunti strutturato come una nicchiaripostiglio (figg. 4-5). Al suo interno trova posto un grande contenitore ceramico, generalmente l’olla con un vaso potorioattingitoio. L’usanza della nicchia separata è stata interpretata come segno distintivo di pratiche di tesaurizzazione dei beni di consumo, con un riferimento particolare alla ricchezza dei prodotti agricoli. La fossa è riservata al defunto ed ai suoi oggetti personali, ornamenti ed utensili, con combinazioni numericamente piuttosto limitate e notevolmente standardizzate, che ne definiscono il sesso ed il rango.

La posizione sociale acquisita essenzialmente per via ereditaria non si evidenzia in funzione della classe d’età, ma in base all’appartenenza a un determinato segmento della comunità. La complessità e ricchezza dei corredi dei 5 maschi armati quanto delle femmine con parure ornamentale e la presenza di subadulti con corredi anche emergenti indicano che il rango e il ruolo non erano correlati con la classe di età. Tra le figure femminili più eminenti ricordiamo, a questo proposito, il subadulto della tomba 16, l’unica a presentare una fibula d’argento, con caratteri evidenti di eccezionalità. Non possiamo parlare di una vera e propria élite guerriera e tra gli armati, con panoplia semplice, sono evidenziabili numerose varianti, con tre soli portatori di lancia.

Il codice dominante nell’armatura dei maschi sembra in realtà privilegiare il coltello, come arma offensiva ed utensile. Le differenziazioni di ricchezza per le donne emergono nell’accesso a monili in ambra e pasta vitrea e a un numero più elevato di ceramiche vascolari, che non superano il numero di tre oggetti. A segmenti sociali di livello superiore si riconducono gli anelli bronzei da sospensione, di alto valore simbolico, in quanto collegati alla sfera della riproduttività e a donne sposate, mentre le donne filatrici, con indicatori materiali costituiti da fusaiole in impasto, sembrano aver avuto un ruolo di secondo piano nelle attività domestiche. I corredi di accompagno associano ceramiche di foggia locale ad olle di produzione sub geometrica daunia. Presuppone la diffusione lungo piste pastorali dall’entroterra irpino il vasellame in bucchero o in impasto buccheroide.

 

La necropoli di Pezza San Michele

I raggruppamenti funerari della necropoli di Pezza San Michele ripropongono nelle linee generali le tipologie costruttive dei tumuli della vicina comunità, con due tombe a circolo monumentali e aggregazioni di tumuli in segmenti. L’organizzazione su terreni a pendio ha influito sulla disposizione delle tombe, con criteri di adattamento ai dislivelli a gradoni. Gli spazi funerari prevedono ampie zone libere, forse in funzione di pratiche comunitarie con celebrazione dei defunti, e sistemazione di percorsi interni. La necropoli è destinata a 41 inumazioni, con deposizioni singole ad eccezione della tomba 17 bisoma. Anche in quest’area sembra bilanciato il rapporto tra soggetti adulti con 13 maschi e 11 donne, 11 sepolture non determinabili e la popolazione infantile che tra infanti e subadulti comprende 11 individui.

Sono, comunque, osservabili numerose differenze di ordine sociale e ideologico. Un’eccezione è rappresentata dal seppellimento di un cavallo adulto adagiato in una tomba terragna, ad una quota inferiore rispetto ai resti di un individuo adulto. Il rituale del sacrificio di un equino è espressione della particolare importanza del cavallo nel contesto sociale della comunità. L’uso rituale di sacrificare e seppellire cavalli nell’Italia preromana è un forte indicatore di rango: il cavallo viene immolato in quanto creatura straordinaria che può svolgere nel rituale funerario la funzione di psicopompo, guida dei defunti.

Marisa Corrente