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Necropoli di Vigna Masci

Analisi antropologica di un campione funerario

L'area cimiteriale, costituita da 27 sepolture, si componeva di due distinti nuclei spaziali, differenti per orientamento, per caratteristiche strutturali e cronologicamente inquadrabili in due momenti distinti della fase tardo antica-altomedievale. Nucleo A – localizzato presso il settore settentrionale del sito, a circa 25 metri a nord dell’edificio sud. Si componeva di sepolture orientate in senso sud-ovest/nord-est (tombe 16-18, 20, 21, 23, 24) tutte appartenenti alla tipologia con spallette litiche perimetrali e copertura costituita da grandi blocchi calcarei. Sicuramente nel momento in cui quest’area sepolcrale fu impiantata, l’edificio, già in abbandono, era ancora ben visibile in elevato.

Nucleo B – questo secondo gruppo di sepolture (tombe 1-15, 19, 22, 25-27) era orientato grossomodo in senso ovest/est, distribuito nel settore centro meridionale dell’area, e si componeva prevalentemente di tombe a fossa terragna, secondo una pratica funeraria tra le più diffuse in epoca altomedievale in ambito rurale, con copertura costituita da laterizi, in molti dei casi scarsamente conservata a causa dei lavori agricoli. Uniche eccezioni erano le tombe 4 e 15; la prima, rinvenuta all’interno dell’ambiente 2 dell’edificio sud, presentava le stesse caratteristiche tipologiche delle sepolture del primo nucleo. Questo secondo nucleo, cronologicamente successivo al primo, e inquadrabile tra il VI e il VII secolo, occupava gli spazi adiacenti all’edificio sud, ne sfruttava parzialmente le strutture murarie (tombe 8, 9) e si estendeva, inoltre, all’interno degli ambienti dello stesso (tombe 4, 7, 13), tagliandone gli strati di crollo e abbandono.

Tutte le tombe messe in luce erano momonosome, ad eccezione della tomba 17 in cui sono stati rinvenuti tre individui in età infantile, di cui uno solo adagiato in deposizione primaria (individuo B), mentre gli altri due erano sistemati in riduzione accanto e sopra lo stesso. Sul campione antropologico a disposizione, dopo le analisi sul campo condotte da Gaetano Miranda, sono state effettuate indagini di laboratorio relativamente a tre individui (tombe 3, 13, 24). Queste tombe tra l’altro sono state musealizzate, le prime due con calchi in resina, la terza rimontata con la struttura litica. I resti scheletrici sono stati sottoposti alle indagini paleodemografiche classiche per la diagnosi di età alla morte e di sesso, cui sono seguite le rilevazioni antropometriche per la determinazione della statura, le analisi paleopatologiche, l’osservazione delle affezioni dento-alveolari e l’individuazione degli indicatori di stress muscolo- scheletrici per ottenere, in base al grado di sviluppo dei muscoli e all’uso delle articolazioni, informazioni utili alla ricostruzione delle attività svolte in vita dagli inumati oggetto di studio.

Il campione scheletrico rinvenuto in località Vigna Masci consta di almeno 29 individui di cui 11 risultano deceduti in età infantile, 3 tra 3 ed 19 anni, 12 in età adulta e 3 non determinabili (fig. 1). Non sono stati ritrovati individui deceduti in età senile, ciò può essere un indicatore sulle aspettative di vita di questa comunità, anche se il campione rinvenuto è piuttosto esiguo. In base al sesso il campione risulta così diviso: 8 individui di sesso maschile, 6 di sesso femminile, con un rapporto maschi/ femmine (sex ratio) di 1,33/1 e 12 soggetti dal sesso non determinabile, di cui 11 infanti ed un adulto (fig. 2).

N. tomba Sesso Età
1 N.D. 0 - 3 mesi
2 N.D. Adulto
3 M 4 anni ± 12 mesi
4 N.D. 0 - 1 mesi
5 M 25 anni
6 M N.D.
7 M Sub-adulto
8 N.D. Infante
9 F 25 - 30 anni
10 F 30 - 33 anni
11 M 30 - 35 anni
12 N.D. N.D.
13 M 30 - 35 anni
14 M 3 - 6 anni
15 N.D. 45 - 55 anni
16 N.D. 5 - 6 anni
17a N.D. 3 - 4 anni
17b N.D. 6 - 7 anni
17c N.D. 1 - 3 anni
18 N.D. N.D.
19 F 23 - 28 anni
20 F 20 - 22 anni
21 N.D. 2 - 3 anni
22 F 30 - 40 anni
23 M 16 - 18 anni
24 M 40 - 45 anni
25 N.D. 4 - 5 anni
26 F 18 - 19 anni
27 N.D. N.D.

 

Tomba 3. Nucleo B

Sepoltura monosoma in fossa terragna, di forma ellissoidale (1,18x0,30x0,35 m), orientata in senso ovest/est con una doppia copertura in laterizi. L’inumato, deposto in spazio vuoto, supino, aveva il cranio a ovest rivolto a est, l’arto superiore destro con l’avambraccio leggermente flesso e poggiato sul bacino e quello sinistro disteso lungo il fianco con gli arti inferiori anch’essi distesi (fig. 4).

L’individuo, in discreto stato di conservazione, è risultato essere un sub-adulto di 4 anni ± 12 mesi, alto all’incirca 1,08 m. Dall’osservazione dell’ileo, con l’incisura ischiatica che forma un angolo di circa 90°, e della mandibola, con mento prominente e con i canini che sporgono leggermente dall’arco dentale, si può ipotizzare che il defunto fosse di sesso maschile.

 

Tomba 13. Nucleo B

Sepoltura monosoma in fossa terragna e di forma ellissoidale (1,80x0,80 m), con copertura non determinabile, orientata in senso nord-ovest/sud-est. L’inumato, rinvenuto supino, era stato sistemato col cranio a nord-ovest rivolto a sud-ovest. L’individuo, in buono stato di conservazione, deposto in piena terra, aveva l’arto superiore destro con l’avambraccio sistemato sul ventre, il sinistro disteso con l’avambraccio poggiato sul bacino e gli arti inferiori distesi (fig. 5).
Trattasi di un individuo di sesso maschile, alto 1,67 m e deceduto tra i 30 ed i 35 anni. Dell’inumato è stato realizzato un calco in resina.

 

Tomba 24. Nucleo A

Sepoltura monosoma con struttura perimetrale in muratura, di forma rettangolare (2,50x1,30x0,35 m) e dalla copertura non determinabile, orientata sud-ovest/nord-est.

Ospitava un individuo deposto supino col cranio a sud-ovest rivolto originariamente a nord-est, poi ruotato a sinistra in seguito a fenomeni post deposizionali. L’arto superiore destro era disteso, con la mano portata verso il bacini e quello sinistro anch’esso disteso lungo il fianco con l’avambraccio ruotato, gli arti inferiori si presentavano anch’essi distesi (fig. 6). L’inumato, di sesso maschile, alto circa 1,64 m, è deceduto tra 40 ed 45 anni. Della sepoltura, in previsione del progetto allestitivo, è stato effettuato lo strappo integrale in situ.

 

Osservazioni sullo stato di salute degli individui esaminati

I markers muscolo-scheletrici rilevati sugli individui presi in esame, ad eccezione del soggetto in età infantile, mostrano a livello degli arti superiori la presenza di inserzioni muscolari non molto marcate mentre a livello degli arti inferiori e delle ossa coxali sono ben documentate artropatie ed entesopatie forti, causate da regolari sollecitazioni collegate ad intensa e continuativa attività deambulatoria e postura accovacciata o inginocchiata abitudinaria. Per quanto riguarda la colonna vertebrale, sugli individui adulti si segnala la presenza di ernie del disco (t. 13) e di Schmörl (t. 13) anche gravi, possibilmente causate dal prolungato trasporto di carichi pesanti, e la presenza di schiacciamento vertebrale con fenomeni di lipping.

Ben rappresentati anche gli eventi traumatici con strappi muscolari (t. 13), fratture (t. 13, t. 24, fig. 7). Riscontrati anche alcuni casi di malattia infettiva: l’individuo deposto nella tomba 13 presentava sulle vertebre toraciche le stigmate di una tubercolosi extrapolmonare in stadio avanzato (fig. 8). Si sono riscontrati segni diffusi di periostite, non riconducibile a processi infiammatori o infettivi specifici sulle diafisi delle ossa lunghe degli inumati delle tombe 3 e 13. Per quanto riguarda gli indicatori di stress si è rilevata la presenza di cribra orbitalia sui tetti delle orbite (t. 3, t. 13, fig. 9) e di cribra cranii (t. 13) sulla teca esterna del cranio.

Il manifestarsi di questa patologia è associabile ad uno spettro di cause vasto comprendente l’anemia, di origine genetica o carenziale, ma anche la presenza di infezioni batteriche da stafilococco o parassitarie, la convivenza promiscua uomoanimale, la contestuale carenza delle vitamine C e B12, la riduzione nell’assorbimento del ferro.

Altro indicatore di stress è l’ipoplasia dello smalto che si manifesta successivamente a episodi di malnutrizione, malattie infantili e metaboliche, cambi di alimentazione che implicano grandi sforzi di adattamento.

Lo stato di salute delle cavità orali non è particolarmente buono. Sono stati rilevati carie, tartaro, ascessi, retrazione alveolare e perdita dei denti infra vitam (fig. 10), probabili spie di una dieta prevalentemente cerealicolo-vegetariana.

Valentina Dell'Anno