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Il ricco patrimonio di storia, devozione e folclore della Daunia sopravvive sotto forma di riti e tradizioni che rappresentano la continuità, per le comunità attuali, della cultura materiale e della fede popolare. Così i diversi centri si animano per ricordare un evento storico, l’apparizione di un santo o, più spesso, per evocare i riti della Settimana Santa. Celebre è il corteo medievale che si svolge a Lucera in agosto in onore dell’Assunta, in cui rivivono i festeggiamenti per la cacciata dei saraceni di Federico II. Ricorda, invece, il santo vescovo Alberto, la processione che i devoti di Pietramontecorvino seguono il 16 maggio, fino ai resti della città medievale di Montecorvino, l’antica diocesi in cui Alberto esercitò il suo mandato episcopale.

Molte volte, poi, le festività coincidono con momenti di passaggio legati alle fasi dell’agricoltura, attraverso riti che sembrano arrivare a noi da antichissime consuetudini. Così accade a Castelnuovo della Daunia, Biccari e Roseto Valfortore che, intorno al 17 gennaio, si accendono di fuochi e fanoje per i festeggiamenti in onore di Sant'Antonio Abate. Attraverso una festa collettiva la comunità saluta la nuova annata agricola. La cerimonia dell’accensione dei falò si ripete anche, ma il giorno di San Giuseppe, a Troia, Castelluccio Valmaggiore, Bovino e Faeto. Qui, inoltre, è usanza il giorno dell’Ascensione invocare la benedizione divina sulla campagna, mentre, in occasione della festa della Madonna delle Spighe il 15 agosto, la processione ringrazia per l’avvenuto raccolto.

Altrettanto suggestivi ed oggi tornati in auge sono i fucacoste e cocc' priatorie che illuminano ad Orsara la notte del 1° novembre. Quindici giorni prima della festa d'ognissanti, adulti e ragazzi fanno a gara nell'accatastare ginestre e altra legna che saranno bruciate per rischiarare la notte dei defunti, mentre, davanti alle abitazioni, si appendono le zucche antropomorfe con una candela accesa all'interno. Ma sicuramente i momenti più emozionanti si vivono durante le celebrazioni della Settimana Santa.

Di grande richiamo sono a Troia la processione delle Catene e quella dei Misteri. La processione è un momento di purificazione ed espiazione per i fedeli che interpretano i personaggi principali. Particolarmente commovente è la sfilata dei bambini che, secondo l’antica tradizione, portano i segni della Crocifissione, tra i quali spicca il bimbo recante il gallo in legno, simbolo del rinnegamento di Pietro. È un’immagine di grande tenerezza, un simbolo della fede e della memoria che passa attraverso il filo delle nuove generazioni, per mantenere pulsante il cuore di queste comunità, anche a dispetto dei processi di spopolamento che stanno vivendo. Ed è proprio l’identità di queste comunità il tesoro più grande che vi invitiamo a scoprire.

Vincenzo Rizzi