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Non lontano dal comune di Faeto si trova l’ultimo rifugio del Faggio sui Monti Dauni. Un tempo infatti il faggio doveva essere ben più comune di quanto non sia ora, come attesta il nome del vicino comune Faeto. Il Bosco Difesa di Faeto si estende per circa 150 ettari sul versante settentrionale sull’omonima altura ad un’altezza di 1060 m slm, continuando poi sino al canale del Feudo dove si convogliano le acque delle sorgenti del Celone.

Altri torrentelli sono presenti nell’area oltre Canale del Feudo e sono il Torrente Le Cesi, Canale Giardina. Oltre al faggio, in questo tipico bosco mesofilo troviamo il cerro, il carpino bianco, l’acero campestre, l’acero opale, il frassino, l’olmo e il nocciolo. Proseguendo lungo il canale del Feudo troviamo la tipica vegetazione ripariale per la presenza di acqua, con pioppi, salici, olmi e frassini.

Le sorgenti ospitano diverse specie di anfibi, sia di anuri come la Rana appenninica che di urodeli per i quali troviamo entrambe le specie di tritoni dal piccolo l’italico al più grande Tritone crestato meridionale. Questo bosco forse ospita ancora il Gatto selvatico, la Puzzola e la Martora, oltre che rapaci come il Nibbio reale e il Nibbio bruno, un tempo stabilmente presenti e ora molto più rari. In inverno può anche capitare di osservare il più grande rapace dei boschi: l’Astore.

Vincenzo Rizzi